Lettere aperte

"Con grande commozione e grande gratitudine ringrazio tutti coloro che a distanza di anni ricordano ancora con tanto affetto ed ammirazione, sia come uomo che come calciatore, mio fratello Luigino.
In queste persone ho trovato molti amici che mi aiutano a tenere vivo il suo ricordo. La mia sorpresa è di trovare tanti giovani che pur non avendolo conosciuto personalmente lo ammirano e lo stimano.
Ringrazio di tutto cuore!"

Maria Meroni

 

"Non è vero che fosse stato dimenticato. Certo, facevano i programmi sul calcio del dopoguerra e non lo nominavano. Facevano le rassegne dei campioni degli anni sessanta e gli dedicavano, se andava bene, una citazione di passaggio. Ma è bastato tirarlo fuori da quella coltre sottile che sempre si posa sulla memoria un po' impigrita, e il suo ricordo si è dimostrato vivido come se avesse giocato fino all'anno scorso. Più grande però, come accade quando il tempo seleziona e dà le giuste ricompense. Perché Gigi Meroni è stato tra i simboli di un'epoca. È stato il simbolo di una certa (bellissima) idea di calcio. Per questo oggi il suo ricordo giganteggia. Per questo nessuno oggi immaginerebbe più di raccontare l'Italia degli anni sessanta, non solo calcistici, senza nominarlo.
Per gli uomini che segnano i tempi è sempre così. Prima sottovalutati, poi riscoperti e vissuti con identificazione e ammirazione crescenti.
Dedicargli un sito a Gigi, a Meroni, alla "farfalla granata", al ragazzo di San Bartolomeo, è un gesto di sensibilità umana, è la traccia di una passione per le cose più belle della vita"

Nando Dalla Chiesa